L’Uzbekistan che innamora

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Disteso nel bel mezzo del continente asiatico, incastrato fra Kazakistan, Turkmenistan, Afghanistan, Kirghizistan e Tagikistan, isolato da deserti estremi e inospitali montagne, privato di un accesso diretto al mare. Limiti che non hanno impedito all’Uzbekistan di essere culla di civiltà antichissime, tappa favorita e imprescindibile della Via della Seta, testimone dell’ascesa e della caduta di grandi imperi come quello persiano e mongolo. Terra di passaggio per Marco Polo e Alessandro Magno, ha approfittato della genialità di Tamerlano ed è sopravvissuta fieramente alla furia distruttrice di Gengis Khan.
Paese di spezie profumate e pietre preziose, di valorosi cavalieri e facoltosissimi emiri, sovrani dispotici e abili mercanti, avventurosi viaggiatori e incantatori di serpenti. L’Uzbekistan riesce a conciliare come pochi altri culture distanti e apparentemente incompatibili: il risultato è un armonico impasto di bellezza e fascino destinato a stupire e ad ammaliare chiunque abbia l’occasione di avvicinarlo.
Un patrimonio architettonico impensabile, quello uzbeco. Qui sorgono città fra le più antiche del mondo, sopravvissute in maniera sorprendente al deterioramento dei secoli. Sono Khiva, Bukhara, Samarcanda e incantano per la magnificenza delle moschee e delle madrase (scuole islamiche), per le mille sfumature del blu dei mosaici, per l’armonia delle linee e la pulizia degli spazi. Sarà un vero piacere perdersi nel labirinto delle stradine del centro storico, contrattare il prezzo dei tappeti nei vivaci e variopinti bazar, lasciarsi inebriare dai profumi delle spezie, gustare un plov in una casa privata trasformata per voi in accogliente ristorantino.

L’Uzbekistan oggi

Intriso di cultura islamica, ciò nonostante l’Uzbekistan è un Paese laico e tollerante, in cui convivono senza rischiose rivalità fedi diverse e vari gruppi etnici. Divenuto Repubblica indipendente nel 1991, anno dello sgretolamento dell’Unione delle Repubbliche Sovietiche da cui è stato a lungo inglobato, conta oggi circa 30 milioni di abitanti di cui 2 milioni vivono nella capitale Tashkent. Il Paese può dirsi oggi politicamente stabile e si confida molto nelle riforme annunciate dal nuovo Presidente in carica, fra le quali interessano soprattutto quelle inerenti alla cura dei rapporti di buon vicinato con i Paesi limitrofi. Sebbene alcuni di questi vicini siano protagonisti di conflitti di non facile risoluzione, l’Uzbekistan è considerato un Paese sicuro, con un’economia in ripresa sebbene persistano profonde diseguaglianze sociali. In questo fase di espansione, è proprio il settore turistico ad avere un ruolo trainante per l’economia nazionale: negli ultimi anni il Paese è sempre più aperto ai visitatori stranieri e questi sembrano interessati in maniera crescente a scoprire le sue meraviglie. Tuttavia l’Uzbekistan resta una destinazione non ancora inflazionata, un viaggio che esula dai classici circuiti. Il Paese è raggiungibile dall’Italia con 6 ore di volo, mentre da Mosca a Tashkent con il treno ci vogliono “appena” 56 ore.
Nonostante un clima tendenzialmente mite, in Uzbekistan non mancano le estati torride e gli inverni rigidi, come notevoli sono le escursioni termiche, dovute all’incombente presenza del deserto. I periodi migliori per visitare la “Terra di Tamerlano” sono quindi la primavera inoltrata (da Aprile a fine Giugno) e l’inizio dell’autunno (i mesi di Settembre e Ottobre).

Uzbekistan: tour delle città storiche

 

Quali sono le mete assolutamente da non perdere nel corso di un tour di queste affascinanti e misterioso terre? Per rispondere a questa domanda prendiamo spunto dagli itinerari di viaggio in Uzbekistan messi a punto da un tour operator italiano che da anni organizza visite guidate nel paese, offrendo ai viaggiatori tutto il supporto e le indicazioni necessarie per affrontare un viaggio alla scoperta di questi magici luoghi incastonati tra montagne e deserti.

Khiva

Adagiata a sud del fiume Amu Darya, la cittadina di Khiva era un tempo una vera oasi nel deserto. Oggi si presenta come un luogo sospeso nel tempo che spunta come per magia da sconfinate distese di sabbia. Le mura d’argilla hanno badato a proteggere il suo centro storico nei secoli, il resto lo ha fatto l’Unesco eleggendolo a Patrimonio dell’Umanità: oggi questo gioiello antico é annoverabile come uno dei centri medievali meglio conservati a dell’Asia Centrale. Lo rendono indimenticabile i tanti monumenti storici (più di 50), le sue tipiche cupole azzurre, gli harem, le maioliche smaltate delle sue madrase imponenti, i suoi favolosi tramonti, i minareti magnificamente scolpiti a sfidare il cielo. Fra i tesori di Khiva, il minareto incompiuto di Kalta Minor, icona della città, la splendida Moschea di Juma, la possente fortezza di Kunya Ark dalla cui cima si apre un incredibile panorama sulla città.

Bukhara

Conosciuta come “la Perla dell’Islam”, Bukhara è uno dei luoghi più affascinanti dell’Uzbekistan. Importante centro culturale, in passato sede della biblioteca più grande del mondo islamico, Bukhara divenne bersaglio della furia distruttrice di Gengis Kan, che ne risparmiò appena il Minareto Kalyan, ancora oggi principale punto di riferimento della città. Ammiratissimo il complesso architettonico di Lyabi Hauz, formato una solenne moschea e due madrase di incomparabile bellezza che emergono da un’incantevole piazza disseminata da alberi di gelso.
Fiore all’occhiello di Bukhara sono i suoi magnifici tappeti, tra i più rinomati al mondo. Riconoscibili per il tipico disegno basato sulla ripetizione di motivi “gul” distribuiti in modo regolare su ogni manufatto, sono resi speciali dalla lucentezza e dalla morbidezza delle lane che li compongono.

Samarcanda

Città antica 2.700 anni, ponte fra Oriente e Occidente e storico crocevia della Via della Seta, Samarcanda è stato e resta tutt’oggi un luogo leggendario, fonte ineusaribile di ispirazione per scrittori, poeti, musicisti. Una città capace di sopravvivere a guerre, invasioni, terremoti e che, nonostante avversità di ogni tipo è riuscita a conservare intatto il suo incanto. Tra i capolavori di Samarcanda, il celeberrimo Registan (letteralmente “luogo sabbioso”), che resta uno dei complessi architettonici più ammirati al mondo. Lo compongono tre edifici splendidi e imponenti, che sono anche le madrase più antiche che conosciamo: un trionfo di maioliche e mosaici azzurri, una linearità di spazi che non può che sorprendere i visitatori. Di grande impatto anche il Gur-e-Amir, complesso funerario della dinastia timuride, e la moschea di Bibi-Khanym, la cui cupola era considerata un tempo la più grande del mondo musulmano.

Per consigli pratici sull’Uzbekistan e informazioni utili relative a viaggiatori particolari ed esigenze specifiche, vi rimandiamo al sito del Ministero degli Affari Esteri Viaggiaresicuri.it: una risorsa importante per chiunque intenda viaggiare in maniera consapevole prevenendo imprevisti ed evitando pericoli.

Vi lasciano con un interessante articolo ospitato dalle pagine del portale National Geographic, dedicato alle affascinanti stazioni delle metropolitana della capitale uzbeka, tanto curate dal punto di vista architettonico da rappresentare una vera e propria attrazione.

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